HALF DINAR

Mostra personale di Flavio Favelli

12 ottobre – 30 novembre 2018 / Deposito

un progetto a cura di: Davide Ferri
organizzazione e produzione: Città di Ebla per EXATR
con il contributo di: Comune di Forlì
in collaborazione con: DiaLogos Soc. Coop.

si ringrazia per il sostegno: Terra del Buon Vivere

“Half Dinar” si inserisce nel palinsesto di “Stati Generali della Creatività 2018” promosso e voluto dall’Assessorato alla Cultura e Politiche Giovanili del Comune di Forlì con il sostegno della Regione Emilia-Romagna nell’ambito di “enERgie diffuse” – Settimana della Cultura 7/14 ottobre 2018 in occasione dell’anno europeo della valorizzazione del patrimonio culturale.

La mostra Half Dinar ha esposto due nuovi lavori di Flavio Favelli pensati per i suggestivi spazi dell’ex deposito delle corriere. Il progetto si è posto idealmente come prosecuzione di una riflessione sulla Collezione Verzocchi, la maggiore raccolta pittorica del Novecento della città, iniziata nel 2012 da Città di Ebla all’interno di Ipercorpo.

Le opere in mostra e la poetica dell’artista:
Il lavoro artistico di Flavio Favelli, con le sue declinazioni in medium diversi (scultura, pittura, performance e installazione), fa incontrare, fin dalle origini, una memoria intima, famigliare e autobiografica – una memoria capace di agire proustianamente su oggetti e materiali accostati dall’artista attraverso un meticoloso lavoro di assemblaggio e combinazione – e una memoria collettiva, attraverso la quale è possibile vedere in filigrana alcuni momenti nevralgici della storia del nostro Paese.
Così se Half Dinar, da cui la mostra di Favelli prende il titolo, è un dipinto che riproduce in grande formato una banconota libica, con l’immagine di una mastodontica raffineria, in circolazione all’inizio degli anni settanta (quando Gheddafi, poco dopo la presa del potere e agendo secondo i principi di un panarabismo di stampo socialista che si opponeva al mondo occidentale, ridefiniva, attraverso la propaganda, l’immaginario del suo paese), l’altra opera presente in mostra, dal titolo La Nazione è un grande assemblaggio di vecchie insegne luminose, raccolte nel tempo dall’artista in diversi luoghi del nostro Paese, che rinviano agli anni del benessere e del boom economico, all’idea di una cultura strapaesana che convive con la modernità.

L’intervento di Favelli include inoltre un’altra opera che sarà esposta a Palazzo Romagnoli: in stretto dialogo con i dipinti della collezione Verzocchi fa da contraltare all’immagine della raffineria riprodotta su Half Dinar. Si tratta di Oil (Esso), un object trouvé, un’insegna che l’artista ha recuperato da un distributore di benzina abbandonato, con il logo coperto da una rudimentale cancellatura con il nastro adesivo.

Il legame con la collezione Verzocchi:
La collezione Verzocchi, nata nell’immediato dopoguerra per iniziativa dell’imprenditore forlivese Giuseppe Verzocchi, ospita le opere di alcuni dei maggiori pittori italiani dell’epoca, ed è strettamente aderente a un tema specifico, il lavoro. Con i suoi sessantanove dipinti è il ritratto di un’Italia che non c’è più, un paese di pescatori, contadini, sarte, merlettaie, mondine, fabbri, che si muovono in un paesaggio agreste, semi urbanizzato, in costruzione.
Half Dinar pone idealmente la collezione come orizzonte e contraltare storico delle opere presentate, e fa dialogare tra loro – fino a farle collassare – una serie di immagini che rinviano a dimensioni geograficamente distanti (ma implicate dal punto di vista storico) e apparentemente contraddittorie del lavoro e dello sviluppo industriale.

Il workshop di esercitazione artistica con migranti africani:
Grazie alla collaborazione con la cooperativa sociale DiaLogos, nei giorni precedenti all’inaugurazione, Flavio Favelli ha tenuto un workshop con un gruppo di richiedenti protezione internazionale provenienti da diversi paesi africani.
Attraverso il disegno, le 3 giornate di lavoro si sono sviluppate attorno al ricordo delle immagini stampate sulle banconote dei paesi d’origine di ogni partecipante.