1935

Per promuovere i collegamenti con il territorio e su espressa richiesta dell'allora Capo del Governo, la Società Italiana Trasporti Automobilistici (S.I.T.A.), che apparteneva al gruppo FIAT, consolida nel 1935 la sua permanenza in città con la costruzione di una grande autorimessa. L’edificio di natura industriale viene affidato al geom. Alberto Flamigni, e realizzato in cotto con basamento in travertino. Situato appena oltre il perimetro che circonda il centro storico della città di Forlì, con il suo vasto spazio coperto di oltre 1600 m² ed un cortile interno della stessa ampiezza, fin dalle sue origini il deposito ha messo in moto persone e creato opportunità di scambio.

1942

Il 2 agosto 1942, il deposito fu teatro di un’azione di sabotaggio da parte dei Gap forlivesi, per impedire la deportazione in Germania dei prigionieri politici ed ebrei: verso le ore 21:30, circa 10 persone armate si presentarono alla rimessa della SITA e, dopo aver immobilizzato il custode e tagliato i fili del telegrafo, danneggiarono una decina di automezzi con colpi di martello, rendendoli inservibili.

1998

La Società Consortile ATR trasferisce progressivamente la sede operativa nel nuovo deposito in via Pandolfa, decretando la fine dell'operatività del vecchio complesso.

2011
2014

ATR concede e Città di Ebla e Spazi Indecisi di utilizzare in maniera temporanea gli spazi dell'ex deposito, e della palazzina uffici, per il festival Ipercorpo, per la mostra Totally Lost e Cicli Indecisi.  Anno dopo anno vengono mostrate le potenzialità di questo spazi, chiuso e inutilizzato da dieci anni, rinnovando costantemente l'interesse della proprietà e della città.

2016
oggi

Il 2016 segna l'inizio di un progetto di della durata di otto anni che ottiene un significativo finanziamento grazie a un bando della Regione Emilia Romagna e alla volontà del Comune di Forlì di entrare nel percorso anche in qualità di futuro proprietario dell'immobile. In quell'anno si realizza un'Associazione Temporanea di Scopo - ATS - che vede il Comune di Forlì come capofila, il proprietario dell'immobile ATR (ora sostituito da Livia Tellus Holding, società partecipata del Comune al 100%) e i due gestori Città di Ebla e Spazi Indecisi, cofinanziatori del progetto. EXATR diventa così un punto di riferimento della città per il presente e il futuro delle attività legate all'arte performativa e contemporanea, e per avanzati e inediti modelli di rigenerazione urbana come IN LOCO. Il museo diffuso dell'abbandono, che attiverà il suo centro visite dentro EXATR.

2010

Due associazioni culturali con sede locale, ma con attività e contatti che in quegli anni si stanno internazionalizzando,  si interessano agli spazi dell'ex deposito per farli divenire la sede delle loro attività, ma anche per aprire un orizzonte di più largo respiro. Si tratta di Città di Ebla (arti performative e teatro contemporaneo) e Spazi Indecisi (rigenerazione urbana e innovazione sociale), due collettivi artistici impegnati su discipline complementari ma in qualche modo convergenti: ripensamento di spazi e forme in ottica contemporanea.

numeri
  • 8 eventi culturali
  • 32 giornate di apertura al pubblico
  • oltre 6.000 presenze
  • 6 produzioni video e fotografiche  realizzati al suo interno
  • 30 produzioni artistiche ospitate